Osho & Coscienza Planetaria










Bhagwan Shree Rajneesh sulla coscienza planetaria estratto da un'intervista sul tema "scienza e meditazione" rilasciata a Nitamo Montecucco il 22/10/86, in Oregon, USA.

Montecucco: "Sappiamo che la conoscenza scientifica si limita alla realtà oggettiva, e che non ha alcuna comprensione dei fenomeni profondi quali la vita e la consapevolezza. Crediamo che questa mancanza di comprensione sia uno dei motivi principali del disastro ecologico, nonchè del continuo aumento del potenziale nucleare. Nella tua visione può la scienza mettersi al servizio della vita e dell'evoluzione umana? Qual è il tuo messaggio agli scienziati per aiutarli in questo problema?".

Bhagwan Sbree Rajneesh: "Tutte le università, tutti gli istituti scientifici dovrebbero rendersi conto della assoluta necessità che ogni studente che si laurea in scienze, dovrebbe al contempo laurearsi in meditazione. E la meditazione dovrebbe essere prioritaria: se lo studente non supera l'esame di meditazione non dovrebbe essere ritenuto idoneo alla laurea in scienze.

Questo è l'unico modo per rendere uno scienziato un meditatore, di modo che divenga interiormente consapevole di fenomeni più profondi quali la vita, l'amore, la consapevolezza ed infine l'eternità del proprio essere... L'esperienza dei proprio essere è milioni di volte più vasta dell'amore... Sarebbe bellissimo se tutti apprendessero queste tecniche, perchè in questo caso anche i poeti, dopo aver conosciuto la meditazione, avrebbero un differente sapore e i loro versi un'altra fragranza.

Ma per lo scienziato dovrebbe essere un dovere, non un insegnamento facoltativo, perchè nelle sue mani c'è la vita e c'è la morte, e se non è consapevole della sua stessa vita come potrà essere al servizio della vita che lo circonda? Se è consapevole della sua vita, allora sarà consapevole della vita delle piante, della vita delle montagne, della vita degli animali tutti, degli altri esseri umani e a quel punto non potrà fare la benché minima cosa contro la vita...

Ed è il pianeta Terra che, in tutto il sistema solare, è pervenuto ad un tale livello di evoluzione in cui la vita si è trasformata in consapevolezza, e alcuni individui sono andati perfino oltre la consapevolezza, nella superconsapevolezza, e un piccolo numero è pervenuto alla consapevolezza cosmica, a ciò che io definisco illuminazione.

Distruggere questa Terra non significa solo distruggere un pianeta, ma significherebbe distruggere milioni di anni di sforzi e di evoluzione dell'intero sistema solare.... Distruggere questa consapevolezza è la più immensa idiozia che l'uomo possa fare. Tutte le questioni politiche non hanno più significato di fronte a questo.

Qualsiasi cosa: comunismo, democrazia, capitalismo, tutta questa spazzatura non ha più significato di fronte alla questione di salvare l'evoluzione della consapevolezza. Lo scienziato deve essere reso consapevole di questo e in particolar modo possono essere rese consapevoli le nuove generazioni... "

Montecucco: "E' evidente che tu usi un modello di mente più complesso ed evoluto di quello tradizionale, puoi parlarcene per esteso? ".

Bhagwan Sbree Rajneesh: "Il termine inconscio è stato usato per la prima volta in Occidente da Sigmund Freud. Costui non sospettava nemmeno che in Oriente, nelle nostre antiche scritture parliamo di questa idea dell'inconscio da cinquemila anni a questa parte. Quindi Freud pensava di aver scoperto qualche cosa di nuovo. Poi Jung scoprì che se vai più in profondità nell'inconscio troverai l'inconscio collettivo. Anche di questo siamo stati consapevoli per secoli in Oriente. Di un'altra cosa ancora siamo stati consapevoli, che l'Occidente deve ancora scoprire: se vai oltre l'inconscio collettivo troverai l'inconscio cosmico, e tutto ciò è assolutamente logico.

La dimensione cosciente è individuale, l'inconscio è impersonale, l'inconscio collettivo rappresenta tutto ciò che ti ha preceduto: contiene l'intera storia della mente umana. Ma la base, le fondamenta non possono essere queste. Più in profondità vi è l'inconscio cosmico che è la mente dell'esistenza tutta. Questi sono i gradini che trovi verso il basso, scendendo in profondità: l'inconscio, l'inconscio collettivo, l'inconscio cosmico.

Questi sono i tre livelli al di sotto della mente cosciente. Esattamente allo stesso modo vi sono tre gradini o livelli al di sopra della mente cosciente che nessuno in Occidente ha mai sfiorato, nemmeno con il pensiero. Al di sopra della mente cosciente vi è un livello che io definisco di non-mente o supercoscienza.

E' il parallelo dell'inconscio che si trova al di sotto della mente cosciente, mentre questo si trova sopra la linea della coscienza. E' un livello impersonale anche questo, con la differenza che ne sei pienamente cosciente. E' situato al di sopra della mente cosciente e lo puoi chiamare non-mente perchè non vi sono pensieri ma un silenzio assoluto.

Molti meditatori si fermano a questo livello pensando di essere arrivati. In oriente vi sono alcune religioni che si sono fermate allo stadio della non-mente, così come Sigmund Freud si è fermato all'inconscio e non si è mai preoccupato di andare più in profondità.

Vi sono stati ricercatori spirituali che hanno cercato di andare ancora più su. Andando oltre la supercoscienza trovi la supercoscienza collettiva o mente supercosciente collettiva. Questa supercoscienza collettiva è l'equivalente, verso l'alto, dell'inconscio collettivo.

E' in questo stato di coscienza che hai l’esperienza di non essere separato ma di essere parte di - una sfera di coscienza trova al di sopra della biosfera che circonda la Terra e di cui tu sei intrinseca parte. Questa esperienza ti rende consapevole dell'unità della coscienza.

Alcune religioni si sono fermate alla supercoscienza collettiva, così come Jung si è fermato all'inconscio collettivo. Ancora più su vi è la supercoscienza cosmica che ti fa sentire tutt'uno non solo con la coscienza ma con l'intera esistenza in quanto tale. Questo è il punto in cui si può realizzare ciò che Patanjali chiama Samadhi.

La parola Samadhi indica uno stato in cui tutti i problemi sono risolti, tutte le domande sono dissolte: sei pervenuto ad uno stadio che non conosce alcun problema, alcuna domanda, che è l'eterna beatitudine Questo è lo stato che può essere chiamato "Natura di Dio" perché sei tutt'uno con l'intera esistenza".